Ciao, NON sono Augusto. Questo è il mio blodge. Per mesi ho fatto finta di essere uno dei concorrenti del Grande Fratello che scriveva in gran segreto dal bagno della Casa collegato via umts da un portatile che eseguiva peti in loop per non destare i sospetti dei coinquilini. E la gente ci credeva. Ciò che mi convinse ad intraprendere questo folle volo è semplice: per i giornali e le tv Augusto è sempre stato il povero bambino rapito nel 1990. Mi sarebbe piaciuto far associare il suo nome a qualcosa di diverso, in parole povere farlo diventare una blogstar. grande fratello = grande oriente

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domenica, 09 aprile 2006

POST NOIOSO

Per me i Blog si basano su un paradosso: mediamente un Blog è un diario, intimo e generalista, dove un John Doe qualunque riversa ed esorcizza le sue riflessioni sul mondo che lo circonda, sulla sfera affettiva, sulla politica estera, eccetera, eccetera. Dico mediamente perchè poi se ne può fare anche un uso più concettoso e specialistico, ma in genere la sua peculiarità è quella di un diaro. E qui sta l'ossimoro: un diario in rete, alla portata del grande pubblico; delle confessioni personali che allo stesso tempo ostentano un pizzico di esibizionismo perverso. Poi chiaro, la cosa interessante è quando tale diario, che dovrebbe raccontare la propria vita, diviene la vita stessa, il classico esempio di medium come estensione bioelettronica narcotizzante.  Ma lo strumento Blog è già morto, Bloggerdam si è ripiegata su se stessa , metabloggin’ e autoreferenzialismo sono ormai le parole d’ordine, il giocattolo si è rotto.  E dalle ceneri del Blog è nato il Blodge, inspirato dal desiderio di fornire alla popolazione indigena del mio pianeta madre, la terra, un mezzo pratico d’informazione sul De Megni-pensiero. Animava il suddetto proposito l’aver osservato l’inquietudine intellettuale riguardo le tematiche antropologiche sul rinnovato rapporto spettatore-tv. Ma tardivamente mi resi conto di un errore: nonostante  vantasse una vocazione parricida, il Blodge radicalizzava la politica delle "perle ai porci" di papà Blog.  Proprio per l’inasprimento di quest’ultimo carattere, io, artefice dell’ operazione, mi sentivo e mi sento tuttora complice dell’attuale deriva democratica della produzione letteraria. Una deriva che muta l’assioma scripta manent in scripta volant proprio perchè priva dell’ Hic et Nunc cartaceo. Ecco perché mi sento un sozzo bubbone all’interno della Scuola di Atene.

Spezi depistante: mmmm, forse Narducci era una semplice gola profonda

E’ l’ora di purgarmi. Forse l'incaprettato Narducci non era il chirurgo che asportava clitoride e seno sinistro delle donne uccise

Con l’aiuto della mia copia del Necronomicon autografata, ho preso la stoica decisione di serrarmi per trenta giorni dentro un improvvisato bozzolo psichico. Sarà un lungo viaggio astrale, da Euskadi alla Mauritania, da Copacabana al Perito Moreno, sperando entro un mese di giungere alla destinazione prefissa, per il bene del Blodge, ergo per il bene di tutti.

A causa delle energie assorbite da tale progetto redentorio, l’aggiornamento del Blodge subirà un leggero ridimensionamento, la cadenza dei post diminuirà e i miei ultimi giorni nella Casa potranno risultare decaffeinati e insipidi. Ma non mi preoccupo, so che rimarrete nei secoli fedeli.

E se questo Blodge avesse stimolato la riaperture delle indagini?

Siate pazienti.

mi continuano a mandare email con virus e scritto"you are Satan"

P.S.: un saluto omerico, in ordine di preferenza, a Irene85, all’Animaletta nel Boschetto, a S., a Enrica la cuginetta, alla principessa Aurora, a Gertrudina e ai loro sguardi grondanti fascinazione esotica ed erotica.

odio le rosapugnette.

dattiloscritto da $Augusto$ PermaLink | commenti (70)


martedì, 28 marzo 2006

LE CONSIDERAZIONI LAPALISSIANE

 Lo ammetto, questa edizione del Grande Fratello è decisamente decaffeinata:

  • nella casa il massimo del divertimento è giocare a Strega comanda color color…
  • le tipe non la danno
  • l’acme del dibattito culturale è stato raggiunto quando Man Lo ha chiesto il significato della parola “astuccio
  • le farse messe su dagli autori sono meno credibili di Gerry Scotti quando fa le telepromozioni del Tesmed
     
    Ebbene si, Cinecittà, dopo un’ effimera rinascità targata Endemol, sta perdendo per la seconda volta il suo complesso della mummia.

    Mi sento come Randall Mcmurphy che tenta di liberare dal nido del cuculo i suoi soci narcotizzati, ma ahimé, l’ intorpidimento si sta impossessando pure del sottoscritto..
    Rimpiango i bei tempi andati fuori dalla casa, quando, fino all’ultimo respiro, ero dedito a sollevare gonne alla Malvarrosa, vomitare Aftershock al gusto colluttorio dal molo di Brighton o ammirare le montagne improbabili del Grande Atlante. Ah, nostalgia canaglia…

    Devo dare una svolta alla situazione, ma , come direbbe il mio amico Vladimir Ilic Uianov, che fare? macabro e retrò che il piccolo Tommaso secondo quanto riferiscono i media possa essere stato rapito da un muratore

dattiloscritto da $Augusto$ PermaLink | commenti (44)


giovedì, 23 febbraio 2006

DIO BO',

MI HANNO QUERELATO

 
gli uomini-anfibi sono ghiotti di organi umani, non è un caso che inizino pochi uomi per procurarglieli

dattiloscritto da $Augusto$ PermaLink | commenti (11)


domenica, 19 febbraio 2006

J’accuse...!

 

Io disprezzo i maitre-a-pensar  benpensanti che denunciano l’insufficienza di “veri” esseri umani  al GF. Disprezzo personalità confuse come Daveblog, Stefano Zecchi e Marco Liorni che stigmatizzano il Grande Fratello come un patchwork di esibizionismi gretti e fittizi.

Se il Grande Fratello è un reality show, cioè uno spettacolo fondato sulla realtà, dovrebbe essere un microcosmo che si basa su leggi concorrenziali, superomistiche, di sputtanamento e calunnia. E il Grande Fratello è una protesi sincera di tutto ciò, i veri valori su cui si basa il fenomenico, soprattutto in questo inizio di millennio dove “essere” e “apparire” coincidono più che mai e la spontaneità è praticamente inesistente. 

Basta con le piagnone, con i coglionazzi ingenui e piacioni,  che pensano solo a far trasparire parossisticamente sentimenti melensi.  Questi sono i falsi, o perlomeno sono una fetta impercettibile e inutile dell’umanità. Dagon, l’uomo con la coda di pesce, adorato  prima dai filistei, poi dai babilonesi, che lo tramandarono agli ETRUSCHI, poi dai Templari scozzesi, e infine dai cannabinomani della endemol.

La realtà purtroppo è sacrificio, lotta, prevalere sul prossimo, dire falsa testimonianza, aggiungersi di nascosto i carrarmatini a Risiko, commettere atti impuri, spalmere i chewingum sotto i banchi dell’università, pisciare ai bordi della tazza, inscenare performance di dubbio gusto per compromettere gli equilibri di un ecosistema, ecc.

Devo dare atto al mio nemico karmiko, Franco,  che in questo è una persona vera, umana,  giacchè uterino, spietato, cinico.  -grande fratello

Tale filippica è solo un'accusa banale e preconfezionata contro i detrattori del GF, tutto ciò non rientra nel mio "life-style"; ma sono lo stesso un giocatore, con armi piu letali della meschinità. --si dice che  il rettore e gli organi dirigenti dell'università di perugia siano delle persone brave-

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venerdì, 03 febbraio 2006

Il nipotino fotogenico del pipistrello gli uomini anfibio sono figli e fedeli seguaci del culto del dio babilonese Dagon, antica divinità babilonese metà uomo metà pesce, grande fratello

Ieri, mentre mangiavo una banana in giardino, riflettevo sulla gente che mi circondava. Guardali, mi dicevo, sembrano proprio dei duri ma puri da romanzo popolare, dei supereroi . E sono giunto a una conclusione: ogni giustiziere mascherato, sotto sotto è una tigre di carta. Anche il supereroe canonico, insomma Superman, Daredevil, Spiderman, ecc., non fa eccezione. Costui vive una “condizione anarchica”, di sconfitta, di impotenza, proprio perché a lui manca una realtà stabile, definita e leggibile.  Mi domando se pure io soffro di questa impotenza sociale. Pur sentendo la mia inferiorità, ho bisogno di crearmi una realtà compensatoria. Cioè io, il grigio everyman, timido, goffo, scontroso, chiuso nella sua solitudine, incapace di stabilire relazioni con gli altri, nei miei “sogni da megalomane” mi costruisco una maschera, un’immagine di me consolatoria, che mi risarcisce dalle frustrazioni reali. Posso solo rifugiarmi in una narcotizzante rappresentazione della realtà, sprofondando in una lucida psicosi terapeutica. Voi che mi conoscete, secondo voi indosso una maschera come Batman?666ma pe66666666666666666666666666
dattiloscritto da $Augusto$ PermaLink | commenti (12)